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Mostra "Trame Mediterranee" (6 febbraio-6 marzo 2020). La collezione Ludovico Corrao nella Medina di Tunisi unisce le due sponde del Mediterraneo.

Data:

02/03/2020


Mostra

Le due sponde del Mediterraneo unite nel segno dell’arte, vero e proprio ponte culturale che lega la Tunisia e l’Italia, attraverso la Sicilia. È questo “Trame Mediterranee”, la mostra promossa dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina (in Sicilia) grazie al sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura e dell’Ambasciata d’Italia, e con collaborazione del Comune di Tunisi. A partire da giovedì 6 febbraio - e fino al 6 marzo - gli spazi dell’ex Presbiterio di Santa Croce, nel cuore della Medina di Tunisi, ospiteranno una selezione di opere della collezione Ludovico Corrao che testimonia gli antichi e profondi legami tra i popoli del Mediterraneo e ne fa rivivere le storie, tra loro mescolate e incrociate, evidenziando attraverso il raffronto di forme, tecniche, decorazioni e caratteri, gli elementi artistici comuni che li affratellano più delle differenze.

“La scelta del luogo della mostra – spiega l’ambasciatore d’Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara - non è stata una coincidenza. L’ex Presbiterio di Santa Croce, nel cuore della Medina di Tunisi, è stato di recente restaurato con fondi della Cooperazione italiana e restituito al Comune di Tunisi, per farne uno spazio che vive di cultura, di scambio e di dialogo”. La mostra è quindi un omaggio al pensiero e al prezioso lavoro di Ludovico Corrao, senatore italiano scomparso nel 2001, che fin dagli anni ’70 collezionò costumi, gioielli, oggetti di rame e ceramica nell’area del Maghreb, donandoli a Dar Bach Hamba, la sua affascinante residenza nota come Casa Sicilia.

Dal teatro dei pupi, allestito con le marionette originali provenienti dall’immigrazione di massa dei siciliani del XIX secolo, alle poesie degli autori siculo-arabi, da Giufà, il celebre personaggio tramandato dalla tradizione popolare araba a quella siciliana e ancora vivo in entrambe le culture, alle opere più raffinate dell’artigianato tunisino. Le ceramiche di Nabeul, i tessuti preziosi, le terrecotte modellate a mano, i manufatti lignei dell’Atelier Driba, preziose testimonianze di un mondo in continua trasformazione, minacciato dall’incalzante pressione della produzione industriale, in Tunisia come in Sicilia.

Trame mediterranee propone la rilettura di un patrimonio identitario comune, una base culturale e artistica dalla quale è possibile ripartire per rivitalizzare il dialogo e per facilitare la comprensione reciproca. Come riassume l’ambasciatore Fanara, “questa iniziativa ha un doppio valore: sia estetico, per la sua bellezza artistica, sia politico-diplomatico, poiché evidenzia gli stretti legami che uniscono l’Italia alla Tunisia attraverso il cruciale legame della Sicilia.”

La collezione promuove il ritorno della centralità del Mediterraneo, tradizionalmente luogo di incontro di culture, religioni, etnie ed economie, di confronto culturale, nel senso più ampio possibile.

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