Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK

Messaggio dell'Ambasciatore d'Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara, in occasione della 74° Festa della Repubblica

Data:

02/06/2020


Messaggio dell'Ambasciatore d'Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara, in occasione della 74° Festa della Repubblica

Cari connazionali, Cari amici tunisini,

stiamo vivendo un periodo difficile. La pandemia del Covid-19 ha sconvolto le nostre vite, ha mietuto vittime e ha messo a dura prova le nostre economie. Abbiamo sofferto tanto dolore, tanta amarezza. Ora stiamo prudentemente ripartendo.

Le esigenze di sicurezza e di distanziamento sociale ci impediscono quest’anno di celebrare qui, come ogni anno in Residenza, la Festa del 2 giugno. Ma tenevo a rivolgervi un messaggio in occasione della Festa della Repubblica.

L’Ambasciata d’Italia in questi mesi ha risposto alla sfida della chiusura delle frontiere con una task force, abbiamo organizzato diverse operazioni di rimpatrio in Italia e nessun connazionale che abbia chiesto di essere rimpatriato per ragioni di assoluta urgenza è stato lasciato a terra. Ringrazio il personale della task force, il personale dell’Ambasciata sotto la guida del Console Verrone. È stato un momento difficile anche per noi da un punto di vista lavorativo, con il cellulare di emergenza e di assistenza che non ha cessato di squillare neanche una volta. Vorrei ringraziare anche tutti voi connazionali per il comportamento responsabile e disciplinato tenuto in questi mesi: stare a casa, rispettare le regole del confinamento è stata dura per tutti, ma si è rivelata la scelta giusta per contenere la pandemia. E vorrei anche dare merito al Governo tunisino per l’eccellente lavoro fatto nel contenimento della pandemia.

Quest’anno è stato anche l’anno in cui abbiamo celebrato il 70° anniversario della dichiarazione con cui Robert Schuman, uno dei Padri fondatori dell’Unione europea, diede vita alla realtà di un’Europa unita. Unione Europea e Tunisia sono vicine. Sono unite dallo stesso mare e condividono lo stesso destino mediterraneo. Tessere le fila del nostro destino comune è un dovere al quale l’Italia non intende sottrarsi. Per questo, dopo alcune esitazioni iniziali nella gestione della crisi del COVID-19, abbiamo apprezzato la risposta solidale dell’Unione Europea alla richiesta di aiuti della Tunisia. Una risposta forte e generosa. Ora l’Italia è impegnata a Bruxelles e nei contatti con i partner europei perché vi sia una discussione ambiziosa e lungimirante su come rilanciare in futuro le nostre relazioni con la Tunisia. Non si tratta -vi assicuro- solo di fraterna solidarietà, si tratta di interesse nazionale, si tratta di diplomazia preventiva, si tratta di arginare i rischi di instabilità, i rischi di sicurezza e i rischi connessi con i flussi migratori irregolari. Investire in Tunisia è nel nostro interesse.

In un contesto segnato dalla pandemia, la comunità internazionale è chiamata a riscoprire le ragioni della cooperazione e della solidarietà tra i popoli. Sono queste stesse ragioni che indussero l’Italia, 30 anni fa, ad avviare i programmi di cooperazione in Tunisia. Quest’anno celebriamo il trentennale della Cooperazione allo Sviluppo in Tunisia. Se volgiamo uno sguardo indietro, ci accorgiamo che ne abbiamo fatta tanta di strada insieme. Abbiamo rafforzato con progetti di sviluppo sia la sicurezza e la stabilità comune, ma anche creato posti di lavoro, migliorato le condizioni di vita e le conoscenze e soprattutto tutelato i più vulnerabili. In questo trentennale, lasciatemi ringraziare le donne e gli uomini della Cooperazione italiana, che lavorano qui sul terreno e sono espressioni, attori della cooperazione allo sviluppo, che è a sua volta parte integrante della politica estera italiana. Ringrazio nel contempo calorosamente e con sincerità il Presidente della Repubblica tunisina, S.E. Kais Said, il quale, in un momento drammatico e di difficoltà per il nostro Paese, ha avuto un grande gesto di solidarietà, ha inviato medici e infermieri tunisini in Italia a sostegno di medici e infermieri italiani. Grazie ancora, Signor Presidente.

Italia e Tunisia hanno raggiunto nell’ultimo anno un livello eccezionale delle relazioni bilaterali. Ricordiamo ad esempio il vertice intergovernativo tra i nostri due Paesi, il primo nella storia delle relazioni bilaterali. Le visite al più alto livello si sono succedute una dopo l’altra. L’ultima è stata quella, prima appunto della pandemia, del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, per ribadire ancora una volta il ruolo fondamentale che noi attribuiamo alla Tunisia e al suo contributo nella soluzione nel conflitto libico. Proprio la Libia, qui vicina, è una fonte di forte preoccupazione per i nostri due Paesi che sono quelli che, più di ogni altro, hanno sofferto le conseguenze gravi e drammatiche di questo insensato conflitto. Italia e Tunisia vogliono ancora ribadire di essere assolutamente contrarie a qualsiasi interferenza esterna in Libia e rivendicano con forza e convinzione la propria posizione in favore di un negoziato, di una soluzione politica, favorita dalle Nazioni Unite. Ma soprattutto di una soluzione che arrivi attraverso un dialogo tra i libici.

Dall’evoluzione della situazione in Libia dipende parte della nostra sicurezza. E in questo contesto fragile della sicurezza regionale vorrei dare merito alle forze di sicurezza tunisine per l’eccellente lavoro svolto quest’anno e per il loro straordinario livello di professionalità. Ma vorrei anche ricordare il modo in cui Italia e Tunisia hanno risposto insieme al vile attentato che sconvolse la città di Tunisi nel giugno del 2019. Una settimana dopo l’attentato, abbiamo organizzato insieme all’anfiteatro romano d’El Jem uno spettacolo di opera lirica italiana. In questo modo, con fiducia e solidarietà, abbiamo risposto, con la presenza di più di mille spettatori, alla violenza insensata dei terroristi.

Sono convinto che questi sentimenti di fiducia reciproca, solidarietà e soprattutto i valori di libertà che condividiamo ci sosterranno in questa fase di ripartenza. Perché vogliamo ripartire con slancio, per superare insieme le difficoltà del momento. Torneremo a incontrarci, cari amici, a realizzare nuovi progetti, a condividere momenti di gioia, perché siamo assolutamente decisi a lavorare insieme per rafforzare questa nostra straordinaria amicizia, l’amicizia italo-tunisina.

Viva l’Italia, viva la Tunisia!

Lorenzo Fanara, Ambasciatore d'Italia a Tunisi

 


338