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Un ulivo nel Giardino dei Giusti dell’Ambasciata d’Italia a Tunisi per ricordare Lina Ben Mhenni, blogger e attivista simbolo della Rivoluzione tunisina e fonte di ispirazione per le nuove generazioni

Data:

30/06/2020


Un ulivo nel Giardino dei Giusti dell’Ambasciata d’Italia a Tunisi per ricordare Lina Ben Mhenni, blogger e attivista simbolo della Rivoluzione tunisina e fonte di ispirazione per le nuove generazioni

L’Ambasciata d’Italia a Tunisi e la Onlus “Gariwo – La foresta dei Giusti” di Milano rendono omaggio all’impegno politico e sociale, ma soprattutto al coraggio e alla determinazione di Lina Ben Mhenni, giovane blogger e attivista tunisina, scomparsa lo scorso gennaio. Un nuovo ulivo nel Giardino dei Giusti dell’Ambasciata ricorda le sue numerose battaglie “in difesa delle libertà, della democrazia e della salvaguardia del pianeta”, mettendo spesso a rischio la sua vita.

Si è tenuta ieri una cerimonia ristretta, con i familiari e gli amici di Lina, alla presenza del Ministro dei diritti umani e dei rapporti con le istanze costituzionali e la società civile, Ayachi Hammami.

“Lina era un’amica dell’Italia e per noi era una persona giusta, che merita di essere qui ricordata, perché nella sua vita ha sempre operato per la giustizia e per il bene. E lo ha fatto con coraggio, resistenza morale e determinazione”, ha spiegato l’ambasciatore d’Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara. “C’è un’altra ragione che ci ha spinto a onorare Lina. Lina è stata e continua a essere un esempio positivo per i giovani e per tutti coloro che hanno perso la speranza. La società democratica e di diritto ha bisogno di esempi positivi. Lina è fonte di ispirazione per chi non accetta di abbandonarsi alla frustrazione”.

Il Ministro Hammami ha evidenziato, nel suo discorso, che “Lina non seguiva nessuna ideologia di esclusione, né a destra né a sinistra, ma era motivata da valori positivi che accomunano coloro che lavorano a sostegno della democrazia in Tunisia.”

Il padre di Lina, Sadok Ben Mhenni, egli stesso militante ed ex prigioniero politico, ha sottolineato che “Lina aveva un rapporto speciale con l’Italia. E l’Italia aveva un rapporto speciale con Lina. Questo rapporto viene dalla nostra storia così lunga, dagli scambi che abbiamo avuto e persino dalle ostilità, perché anche esse rendono più vicini i Popoli”.

Il Presidente di Gariwo, Gabriele Nissim, in un messaggio ha concluso: “Il Coronavirus ha colpito senza distinzioni l’intera umanità e ci ha fatto capire che abbiamo bisogno di pensare in modo nuovo la solidarietà, la democrazia, la responsabilità. Vivremo in un mondo diverso, che potremo ricostruire solo con una nuova élite politica e morale che ci permetta di superare gli egoismi, le contrapposizioni, i muri tra le nazioni. Per questo Gariwo è impegnata a valorizzare tutte le persone che cercano il dialogo e lottano contro l’odio in nome della pace e del rispetto dell’altro. Lina, che ci ha lasciato così giovane e all’improvviso, è un riferimento morale non solo per la Tunisia, ma per le nuove generazioni di tutto il mondo. Ci ha insegnato il gusto della speranza e non la dimenticheremo”.

Il concetto del giardino come luogo d’incontro e dialogo è condiviso da Gariwo, che dal 2003 promuove la realizzazione di Giardini dei Giusti per onorare figure esemplari di resistenza morale coinvolgendo scuole, cittadini, associazioni e istituzioni. Questo impegno collettivo ha portato alla realizzazione di una rete che al momento conta 138 Giardini dei Giusti in Italia e 12 nel mondo. Il Giardino dei Giusti nell’Ambasciata d’Italia a Tunisi, il primo in un paese arabo, è stato inaugurato nel luglio 2016 e accoglie ogni anno un nuovo albero dedicato ai giusti del passato e della nostra epoca. Tra gli onorati di questo giardino, ci sono anche Mohamed Abid, un tunisino che è stato insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile per il Coraggio in Italia, dopo aver sacrificato la propria vita nel 2003 per salvare una donna e due bambini italiani in difficoltà in mare al largo di Agrigento; Mohamed Naceur ben Abdesslem, la guida che salvò i turisti italiani durante l’attentato al Museo del Bardo il 18 marzo 2015; Khaled Abdul Wahab, il 32enne che nascose un gruppo di ebrei per quattro mesi durante l’occupazione nazista.

 

foto targa lina ben mhenni

Foto 1 : I genitori di Lina Ben Mhenni e l’ambasciatore d’Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara, svelano la targa dedicata a Lina Ben Mhenni nel Giardino dei Giusti dell’Ambasciata d’Italia a Tunisi. “Ha lottato con coraggio e determinazione in difesa delle libertà, della democrazia e della salvaguardia del pianeta”.

 

premi lina

Foto 2: Esposti nel Giardino dei Giusti, i principali premi ricevuti da Lina Ben Mhenni in Italia: il Premio "Roma per la pace e l'Azione Umanitaria” (2011), il Premio Minerva Anna Maria Mammoliti per l’impegno politico e in difesa dei diritti umani (2012), il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo (2014) e il premio “Peace reporter” del Forum of Mediterranean Women Journalists (2017).

Nella cerimonia Sadok Ben Mhenni ha raccontato: “Un giovane italiano mi ha mandato un messaggio su Facebook in cui mi ha scritto <Io amo Lina perché ho trovato per caso il suo libro, l’ho letto e lei è entrata nel mio cuore>. Siamo rimasti in contatto e un giorno mi ha detto: <Voglio mandarle un regalo molto speciale>. Il giovane aveva scelto questa fotografia, facendo appello a fotografi professionisti in Italia. Aveva poi fatto appello agli esperti per stampare la foto. È così arrivata la fotografia. Purtroppo la cornice si è rotta durante il tragitto, ma la fotografia è davvero speciale.”


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